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A BANA DI CAMOGLI NELLA TRANQUILLITÀ DI UN ULIVETO SECOLARE
LA RISTRUTTURAZIONE DEL BORGO DI VILLA OLIVARI
La Villa Olivari con le sue pertinenze appare come un tipico esempio del costruire genovese. Nel dettaglio questo agglomerato di edifici si può ritenere un esempio in scala ridotta di quello che veniva realizzato nei sobborghi di Genova e i caratteri costruttivi appaiono ben definiti, caratteri costruttivi preindustriali che dalla fine del XVI secolo nel territorio genovese non varieranno sostanzialmente sino alla fine XIX.
Anche qui a Camogli una facoltosa famiglia decise di edificare la propria villa fuori dalle “mura” cittadine quale luogo di rifugio e soggiorno. A tal scopo edificò anche delle pertinenze ad uso dei manenti che svolgevano il ruolo di contadini allevatori e custodi della villa. Pertanto gli edifici pertinenziali, a differenza della villa, risultano notevolmente più semplici e modesti, mostrando ancora la tipica tipologia dell’architettura contadina di quel periodo. Il volume di fabbricato si armonizza con le linee del terreno e delle fasce: al piano terra ha un ampio locale ad uso stalla o ricovero e il piano superiore adibito ad abitazione semplicemente composta da un unico locale talvolta suddiviso in zona giorno e zona notte.
In alcuni di questi manufatti, nonostante il degrado abbia cancellato molte delle tracce di un’avvenuto utilizzo, sono presenti alcuni “indizi” che testimoniano il loro effettivo impiego residenziale.
All’interno dei locali sono presenti tracce di canne fumarie con resti di quello che poteva essere un’angolo cucina e cottura.
In un caso anche un servizio igienico posto a sbalzo su terrazzino esterno sicuramente risultato di un adeguamento avvenuto in tempi remoti, ma più recenti rispetto a quelli di edificazione dell’intero fabbricato.
La tipologia degli infissi rimasti, anche se di disegno semplice, dimostra come ai piani superiori questi fossero destinati a fornire luce e aerazione a locali abitativi.
Infatti presentano la suddivisione in listelli per le specchiature in vetro, mentre ai piani terra i serramenti, sempre in legno, sono ciechi con al massimo una piccola feritoia per l’areazione.
Erano pertanto destinati a locali “agricoli” non abitativi quali stalle o ricoveri.